Il POLIETILENE (PE) costituisce il 40% del volume totale della produzione mondiale di materie plastiche.

È un materiale molto leggero con un'elevata resistenza agli agenti chimici, all'acqua, a soluzioni saline, acidi, alcool e benzina. Forniamo barre tonde, lastre e nastri nelle misure standard commerciali.

Il Polietilene non assorbe acqua o liquidi, infatti viene intaccato solamente da acidi ossidanti quali acido Nitrico, acido solforico e dagli alogeni.
Per le sue proprietà di atossicità e basso assorbimento d'acqua e largamente utilizzato nel settore alimentare.

Si utilizza normalmente con temperature tra i – 40°c ed + 80°c.
E' un materiale facilmente saldabile, ma difficile da incollare, è caratterizzato da elevata resistenza all'urto (anche a basse temperature) e basso coefficiente d'attrito con eccellenti proprietà di antiaderenza.

Il suo utilizzo è diffuso nei settori meccanico, chimico, elettrico ed alimentare.

Le principali caratteristiche sono:

  • Resistenza eccellente della corrosione e ai prodotti chimici
  • Resistenza eccellente all'abrasione
  • Resistenza agli urti
  • Basso coefficiente d'attrito
  • Facilmente saldabile
  • Buona lavorabilità alle macchie utensili
  • Stabilità dimensionale

Viene utilizzato per la fabbricazione di:

Apparecchi per industria chimica

  • Cassonetti e contenitori
  • Rivestimenti
  • Scivoli ed elementi scorrevoli
  • Guide di scorrimento
  • Taglieri

LLDPE

  • FILM GRADE
  • INJECTION MOULDING GRADE
  • ROTOMOULDING

LDPE

  • FILM GRADE
  • INJECTION MOULDING GRADE
  • HI FLOW GRADE FOR COMPOUNDING

MDPE

  • FILM GRADE



HDPE

  • FILM GRADE
  • INJECTION MOULDING GRADE
  • BLOW MOULDING GRADE




PP  HOMOPOLYMER

  • INJECTION MOULDING GRADE
  • EXTRUSION GRADE
  • HI-FLOW GRADE

PRIME & SUBSTANDARD GRADE ARE AVAILABLE


PP  COPOLYMER

  • INJECTION MOULDING GRADE
  • HI-FLOW GRADE

PRIME & SUBSTANDARD GRADE ARE AVAILABLE


PP  RANDOM COPOLYMER

  • INJECTION MOULDING GRADE
  • HI-FLOW GRADE

PRIME & SUBSTANDARD GRADE ARE AVAILABLE


Il Polipropilene (PP)

Il polipropilene (PP) fu ottenuto dal chimico Giulio Natta nel 1954 con collaboratori della Società Montecatini e del Politecnico di Milano. Natta ottenne un polimero a struttura molecolare simmetricamente ordinata (isotattica), tramite modifica dei catalizzatori Ziegler precedentemente scoperti ed utilizzati per ottenere polietilene via polimerizzazione dell'etilene. Il Brevetto fu sviluppato industrialmente dalla Montedison, che nel 1957 ne iniziò la produzione nello stabilimento di Ferrara e lo commercializzò col nome di Moplen. Solo pochi anni dopo il polimero era già prodotto da numerose società nordamericane, europee e giapponesi, molte delle quali operanti su licenza Montedison.

Uno dei primissimi impieghi del polipropilene fu, oltre alle fibre, nella produzione di articoli sanitari, che richiedono un processo di sterilizzazione, reso possibile grazie alle straordinarie caratteristiche termiche (di resistenza al calore) di questo polimero.

Commercialmente si distinguono tre tipologie fondamentali di polipropile (anche noto come plastica PP) ne:

  • polipropilene omopolimero (conosciuto come "general purpose grade") caratterizzato da elevata rigidità, buon colore chiaro, bassa densità (0,900 – 0,906 gr / cm3), buona resistenza chimica. La resistenza alle elevate temperature è relativamente buona; per contro la resistenza all'impatto è limitata, specie alle basse temperature;
  • polipropilene copolimero (anche noto col termine inglese "block impact copolymer"), consistente in una successione di molecole di propilene, alternate con copolimeri etilene – propilene o con molecole di polietilene. È caratterizzato da una maggior resistenza all'urto rispetto all'omopolimero fino a temperature di – 20 °C e anche sotto. La resistenza all'urto può essere ulteriormente migliorata mediante aggiunta di additivi modificatori di impatto. Vengono anche prodotte "leghe" di omopolimero polipropilene con gomma EPDM o EP. Il punto di fusione del copolimero block impact è più elevato rispetto al copolimero "random";
  • polipropilene copolimero random, costituito da molecole di etilene inserite casualmente, in maniera irregolare, tra le molecole di propilene. Rispetto all'omopolimero ha una maggior resistenza all'impatto, è più chiaro e più flessibile.

Delle varie tecnologie di trasformazione del polipropilene le più utilizzate sono l'estrusione e lo stampaggio a iniezione che, insieme, rappresentano all'incirca il 97% degli utilizzi totali del polipropilene.


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